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Sibilla d’Altavilla, in questa antica dimora, conobbe il suo sposo,
duca di Normandia, rimasto ammaliato dalla bellezza della giovane donna.
E’ il segreto rivelato dalle odorose stanze dell’hammam, nell’impalpabile aria densa di salutare vapore, scorrono allegre le confidenze ritmate dal fresco gorgoglio dell’acqua,
per riscoprire il piacere di dedicarsi del tempo.
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Un po' di storia

Le maestose rovine di Roma, come moltissime città dell’Impero, sono costituite dai bagni romani, i quali raggiunsero nel II e III sec. d. C. una diffusione tale da non poter essere paragonato con nessun altro genere di costruzioni dell’età antica. Troneggiano oggi le rovine imponenti delle Terme di Traiano, di Caracalla e di Diocleziano in Roma, ma anche quelle di tanti stabilimenti balneari antichi, da Civitavecchia a Pozzuoli e perché no di città che giunsero ad un notevole grado di importanza nel Mondo, come Dougga, Cirene, Leptis Magna, Efeso, Aspendos, Perge ..  Questi straordinari reperti risvegliano in noi rinnovato stupore e sono tra le prove più importanti e più suggestive della Roma Imperiale.

Era il concetto del bagno ad aver cambiato “pelle”…
Nel corso dei secoli, non solo l’igiene si era notevolmente sviluppata, ma più ancora il concetto che i Romani avevano di queste costruzioni, lo scopo cui esse erano destinate.
Infatti, per tutto il periodo della Repubblica il bagno era considerato come una necessità corporale, come un comodo delle famiglie di una certa agiatezza ed i bagni pubblici avevano una funzione molto modesta e molto limitata; esistevano piuttosto bagni privati messi a disposizione del pubblico dietro pagamento anziché bagni pubblici eretti a spese dello Stato.

Va anche detto che Il massaggio fu essenziale anche per i Romani, e rappresentò il complemento indispensabile del bagno. Si sa che lo stesso Giulio Cesare si faceva fare un massaggio quotidiano con l’olio d’oliva, ed anche Galeno, medico dell'imperatore Marco Aurelio, dedicò a questa tecnica una nutrita serie di testi.

Lo Stato non aveva ancora preso l’iniziativa di costruire un bagno pubblico.
Agrippa fu il primo, tra il 25 ed il 19 a.C., che nel rinnovamento del Campo Marzio, compiuto da lui e da Augusto, ideò uno stabilimento termale e lo costruì nelle adiacenze del Pantheon.
A breve distanza, dalla parte opposta del Pantheon, Nerone, nel 62 a.C., costruì un nuovo stabilimento balneare per il popolo, il quale durò circa due secoli.

Le terme di Nerone sono il primo esempio di terme organizzate su un asse di simmetria nord-sud, dal frigidarium al calidarium, e un altro asse di simmetria da est a ovest, da un ginnasio all’altro, con al centro una sala basilicale.
Tale schema è diventato poi usuale in tutte le successive costruzioni termali romane.
Il percorso iniziava dagli ingressi settentrionali, dai quali si accedeva agli spogliatoi (apodyterium), ai ginnasi, al laconicum (bagno turco), al calidarium esposto a sud, al tepidarium (piscina tiepida) e, dopo aver oltrepassato la basilica, al frigidarium.

Per la necessità di tenere il portico il più soleggiato possibile, le stanze adibite ai bagni si svolgevano specialmente verso levante e verso settentrione, mentre negli altri due lati soltanto basse botteghe recingevano l’edificio: dall’ingresso principale sulla via degli Hocolnii si entrava nel peristilio o palestra: a destra erano i bagni caldi e a sinistra i bagni freddi; ambedue i gruppi erano preceduti da un vestibolo, riccamente decorato con stucchi e fornito di tante nicchie nelle pareti, chiuse da sportelli di legno per custodire gli abiti dei bagnanti. Dal vestibolo di destra si passava in una sala detta tepidarium, perché ben riparata e giustamente riscaldata, ove chi voleva prendere il bagno caldo si svestiva interamente e poi entrava nelle sale particolari, alcune capaci di contenere parecchie persone, altre riservate a poche di maggiore riguardo, tutte elegantemente decorate con soffitti a cassettoni in stucco e fornite di vasche di marmo e di mobili di legno, con rivestimento di avorio e di bronzo….

IL BAGNO ROMANO CONQUISTA IL MONDO

Durante il declino dell’impero romano l’architettura degli antichi  romani ispirarono i bagni turchi, più piccoli e più modesti. La pratica dell’Hammam iniziò a svilupparsi intorno al 600 D.C. quando il profeta Maometto iniziò ad apprezzare questo tipo di abluzioni. Il Profeta credeva che il calore dell’Hammam (in lingua araba significa “che spande il calore“) aumentava la fertilità e facilitava cosi’ la riproduzione dei credenti. Prima  di lui gli arabi scoprirono i bagni romani e greci durante le loro conquiste in Siria; i religiosi a quel punto adottarono immediatamente il bagno di vapore (puo’ essere per compensare l’interdizione delle bevande alcooliche). Quando gli arabi conquistarono la città di Alessandria nell’anno 642 attinsero, per alimentare e riscaldare i bagni pubblici, dalla favolosa biblioteca di Tolomeo dando alle fiamme papiri e arredamenti. Questo duro’ 6 mesi e provoco’ la distruzione di circa 700.000 opere. Gli Hammam con gli arabi presero subito un significato religioso e divennero un tutt’uno con le moschee dove vennero utilizzati per adempiere alle abluzioni islamiche. Questi luoghi erano luoghi di pace e tranquillità interiore, in penombra, dove regnava un atmosfera di solitudine e  di relax. Sul piano architettonico, rispetto ai bagni greci e romani, ci fu una riduzione nell’altezza dei soffitti e i bagni si fecero più piccoli e raccolti. Mentre i romani preferirono costruire fuori dai centri urbani grandi terme pubbliche, gli arabi costruirono una moltitudine di piccoli hammam nelle medine.
 
Come nelle terme le persone passavano attraverso una serie di sale che differirono però nell’importanza. negli Hammam il tepidarium romano fu ridotto ad un semplice corridoio che conduceva alla “Harara” (camera calda) dove si poteva ricevere dei massaggi specializzati, che non fu il caso invece del calidarium romano. Una piccola stanza adiacente venne riservata ai bagni di vapore che sostituirono il laconicum. I romani quando terminavano il loro Hammam avevano a disposizione una biblioteca o uno studio; nell’Hammam arabo ci si ritrovava nella sala della uscita o ci si sistemava su dei cuscini nell’area di riposo (in questo caso degli inservienti servivano bibite fresche e rinfrescavano i clienti con dei ventagli).
I primi Hammam furono costruiti fuori dalle medine praticamente in piena natura. Uno dei più antichi di questi, il Kusair’Aman, sorgeva su di una piana piatta e sterile nelle vicinanze del Mar Morto. La pratica dell’Hammam segui’ di pari passo l’espansione dell’Islam, come testimoniano i numerosi Hammam presenti oggi in Iran, in Turchia ed attraverso l’Africa del nord, dall’Egitto al Marocco.

Come i bagni romani divennero dei luoghi di incontro “La vostra città non sarà perfetta finché non possiederà dei bagni“, disse Abu Sir, uno storico arabo.
Alfine di promuovere gli Hammam locali i prezzi di ingresso erano “politici” e tutti potevano usufruire del servizio.
Gli Hammam sono stati uno dei rari spazi nell’Islam ad essere accessibile a tutti, dal mattino alla sera tardi. I barbieri erano un attrazione dei bagni. Rasavano barbe, tagliavano capelli e, come i Tellaks, praticavano massaggi  e pulivano i corpi. Essendo in stretto contatto con gli altri durante i massaggi era loro proibito mangiare aglio. Un lavoro importante incombeva sui barbieri ed era quello di eliminare le callosità dai piedi perché si credeva che un piede libero da questo problema era in grado di far sparire l’emicrania.
Se la gente andava nell’Hammam per il piacere del corpo e della conversazione molti vi si recavano (e si recano ancora oggi) per purificarsi sul piano spirituale.
L’Hammam  era parte integrante della vita sociale della medina e anche le persone benestanti lo frequentavano, anche se ne possedevano uno personale. Si recavano all’Hammam per dimostrare al popolo che era pulito e quindi frequentabile.
 
Quando un nuovo bagno apriva i battenti un messaggero annunciava alla popolazione che l’ingresso era gratuito per tre giorni. Ovviamente delle ferree regolamentazioni erano già attive come il controllo della pulizia e la verifica della qualità dell’acqua presente.
Gli Hammam non erano solo un momento di benessere ma anche di fortuna come recita un antico adagio: ”Se ti rechi ai bagni per quaranta giorni consecutivi riuscirai in tutte le cose che intraprenderai“.
“I bagni guariscono dal vaiolo e da altre malatie infettive” scriveva il califfo Al’Qu’imim nel 1032. Dopo essere stato utilizzato per secoli, in effetti, l’Hammam è chiamato anche il “dottore silenzioso” dai musulmani.

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SIBILLA Thermarium SPA è il nuovo centro benessere, il bagno romano di Corte Altavilla.
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