
MIRANDO il nuovo volume di Mario Giannini
Paolo Mirando Finoglio
"Sono le pitture del Finoglio di tanta bontà ed intelligenza nel disegno dello insieme e nella vaghezza dei bei colori e nella robustezza del chiaroscuro che non vi è lode che non gli stia bene".
Scriveva a mo' di commento ed encomio, il buon Bernardo De Dominici, nella sua settecentesca Vite dei pittori, scultori ed architetti napoletani del 600, in omaggio al pittore che con la sua opera ha, assai piú d'ogni altro, magnificato la storia delle arti della nostra Contea. All'artista che è stato, nei fatti, il fondatore della cosiddetta civiltà artistica conversanese.
Napoletano di nascita (1580?) e conversanese nell'animo, Paolo Finoglio, detto anche Mirando, si trasferì definitivamente a Conversano nel 1639, su invito di Isabella Filomarino e di suo marito Giangirolamo II.
Negli anni della sua formazione di matrice tardo-manierista e naturalista, Mirando trotterellò parecchio tra Napoli e Lecce, dove conobbe e ben prestò sposò Rosa Lolli, dalla quale ebbe due figli: Beatrice e Giuseppe.
A Conversano giunse nel pieno della sua maturità artistica e vi rimase fino alla fine dei suoi giorni (1645).
Qui fu grandemente ammirato e celebrato. Ricevette lauti compensi e fu introdotto nella migliore borghesia del tempo.
Sempre qui firmò alcune delle più belle e pregiate pagine di tutto il 600, napoletano e no, regalando alla nostra Corte affreschi, come quelli delle volte della camera nuziale dei Conti e della chiesa dei santi Coma e Damiano; e tele, come quelle delle pale d'altare delle chiese di San Benedetto e di San Coma.
Tutte opere che da secoli ormai nutrono il nostro immaginario collettivo e impreziosiscono il nostro gusto estetico.
Il capolavoro, in terra conversanese, resta però il ben noto ciclo della Gerusalemme Liberata, ispirato all'opera del Tasso, attraverso la fluida sequenzialità di dieci, irripetibili, tele, portate a termine, verosimilmente, tra il 1640 e il 1643. Dieci tele di puro trip sensoriale;dieci tele di poesia pittorica ai limiti dell'onirismo e della vertigine; dieci tele di autentica magia, grazia e teatralità, percorse da un fremito che vale ancora oggi!
Mario Giannini, aspirante poligrafo conversanese, ha pubblicato: